A dieci minuti d'auto da Santo Stefano Belbo, seguendo il corso del Belbo verso il Monferrato astigiano, Canelli si presenta come una cittadina operosa, distesa tra il fondovalle e una collina coronata da un castello. A prima vista potrebbe sembrare un centro come tanti. Il suo tratto più straordinario, però, non si vede dalla strada: sta sotto i piedi, in una rete di gallerie scavate nella collina che la tradizione chiama cattedrali sotterranee. È qui che, nell'Ottocento, ha preso forma la storia dello spumante italiano.
Le cattedrali sotterranee
Sotto il centro storico di Canelli corrono chilometri di cantine scavate nel tufo, la roccia chiara e tenera delle colline di queste parti. Alcune scendono fino a una trentina di metri di profondità. Le prime furono realizzate all'inizio dell'Ottocento, quando le aziende vinicole del paese cominciarono a crescere e a esportare; nei decenni successivi le gallerie si allungarono e si ramificarono, fino a formare un sistema di volte, corridoi e sale che si estende sotto le case.
Il soprannome di cattedrali non è un'esagerazione. Molte gallerie sono rivestite di mattoni, con volte a botte e a crociera che si susseguono come le navate di una chiesa; la luce è bassa, il silenzio quasi totale. Qui la temperatura e l'umidità si mantengono costanti tutto l'anno, senza bisogno di impianti: condizioni ideali per far riposare il vino. Lungo le pareti si allineano le pupitre, i cavalletti inclinati in cui le bottiglie vengono girate a mano, poco alla volta, durante la lunga maturazione dello spumante.
Un patrimonio dell'UNESCO
Nel giugno del 2014 l'UNESCO ha iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale i Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato, il 50° sito italiano. Il riconoscimento non riguarda un singolo monumento ma un paesaggio costruito dal lavoro dell'uomo, suddiviso in diverse componenti. Una di queste porta il nome di Canelli e dell'Asti Spumante, e comprende proprio la città e le sue cantine storiche, scelte come testimonianza del ruolo che Canelli ha avuto nell'evoluzione di questo vino.
È un dettaglio che cambia lo sguardo: le gallerie non sono solo luoghi di lavoro, ma parte di un patrimonio riconosciuto a livello mondiale, insieme alle colline coltivate che le sovrastano.
Lo spumante e il Moscato
La storia racconta che fu proprio a Canelli, a metà dell'Ottocento, che si cominciò a produrre in Italia uno spumante con il metodo della rifermentazione in bottiglia, appreso in Champagne e applicato all'uva Moscato. Da quell'esperienza nacque una tradizione che ha fatto di Canelli uno dei centri più importanti del vino spumante italiano. Oggi la zona è il cuore dell'Asti e del Moscato d'Asti, entrambi a Denominazione di Origine Controllata e Garantita, e nelle stesse colline si produce anche l'Alta Langa, spumante metodo classico ottenuto da Pinot nero e Chardonnay.
Le visite alle cattedrali sotterranee si fanno nelle cantine storiche che le custodiscono, di solito su prenotazione e con una guida che racconta le fasi della produzione: la presa di spuma, il lungo riposo sui lieviti, la sboccatura. Si scende di pochi gradini e si entra in un altro tempo.
In superficie: la Sternìa e il borgo antico
Dopo la visita vale la pena risalire alla luce e salire a piedi verso la parte alta della città. Il centro storico si divide tra il Borgo e Villanuova, e a collegarli verso la sommità della collina è la Sternìa, una strada acciottolata in salita il cui nome in piemontese indica proprio il selciato; dal 2021 è chiamata anche via degli Innamorati. Lungo il percorso si incontrano palazzi, piccole piazze e la chiesa di San Leonardo, fino ad arrivare sotto il castello che domina il paese. Canelli conserva anche il ricordo dell'assedio del 1613, durante le guerre per la successione del Monferrato, quando la città resistette alle truppe dei Gonzaga.
Da Ca ed Giuanoto, Canelli è a 7 km, 10 minuti d'auto: una mezza giornata basta per una visita in cantina e una passeggiata nel borgo, con il tempo di tornare per il tramonto sul terrazzino, davanti alle stesse colline di Moscato da cui tutto è cominciato. Per eventi, aperture e iniziative, consultate i canali ufficiali del Comune di Canelli.
Canelli a dieci minuti dalle vostre vigne
Da Ca ed Giuanoto, sulle colline di Santo Stefano Belbo, Canelli si raggiunge in 10 minuti d'auto: la mattina in cantina, il pomeriggio sul terrazzino affacciato sul Moscato.