Alba è la città delle Langhe per eccellenza: il centro più grande della zona, adagiato sulla riva destra del Tanaro, con un cuore storico compatto che si gira a piedi in una mattinata e si continua a scoprire per giorni. Le sue origini sono romane, con il nome di Alba Pompeia, e da qui veniva l'imperatore Pertinace; ma il volto che si incontra oggi è soprattutto medievale, fatto di torri in mattoni, palazzi nobiliari e strade lastricate. Da Ca ed Giuanoto si arriva in mezz'ora d'auto, 28 km di strada tra le colline, ed è una delle gite più naturali per chi soggiorna a Santo Stefano Belbo.
La città delle cento torri
Alba era conosciuta come la città delle cento torri. Il numero è probabilmente arrotondato per eccesso, ma dà l'idea di come doveva apparire nel Medioevo, quando le famiglie più potenti facevano a gara nel costruire torri sempre più alte, simbolo di prestigio e strumento di difesa. Molte furono abbassate nei secoli o inglobate nei palazzi, e oggi non è raro riconoscerne una solo alzando gli occhi sopra una facciata, in un tratto di muratura più antica o in una finestra ad arco.
Quelle meglio conservate si concentrano tra piazza Risorgimento e via Cavour, nel cuore del centro. Le torri Sineo, Astesiano e Bonino sono tra le più riconoscibili: alte, squadrate, in mattoni, con piccole aperture che si fanno più rare man mano che si sale. Vederle tutte insieme dalla piazza, con le facciate color ocra e rosa ai loro piedi, è uno dei colpi d'occhio più belli delle Langhe. Conviene alternare lo sguardo verso l'alto con quello rivolto ai portici e ai cortili, che spesso nascondono scorci inattesi.
Il Duomo di San Lorenzo
Su piazza Risorgimento, di fronte al Palazzo Comunale, si affaccia la cattedrale di San Lorenzo. L'edificio attuale fu costruito tra il 1486 e il 1517 per volontà del vescovo Andrea Novelli, che al suo arrivo aveva trovato la vecchia chiesa in cattive condizioni. Della costruzione precedente furono mantenuti il campanile, i tre portali, il portico della facciata e la cripta; il campanile, in particolare, risale al XIII secolo.
La facciata in cotto che si vede oggi, con il grande rosone centrale, è frutto dei lavori dell'Ottocento, completati nel 1878. All'interno, lo stile è un gotico di matrice lombarda, e l'opera più preziosa è il coro ligneo intarsiato realizzato nel 1512 da Bernardino da Fossano, sempre su commissione del vescovo Novelli: 35 stalli disposti a semicerchio su due file, interamente decorati a intarsio. Vale la pena dedicargli qualche minuto, con calma, rispettando i momenti delle celebrazioni.
Via Maestra e il centro storico
Da piazza Risorgimento parte via Vittorio Emanuele II, che gli albesi chiamano semplicemente via Maestra. È la strada principale della città vecchia, e la attraversa per intero: un lungo corridoio di botteghe, palazzi signorili e portoni che si aprono su cortili interni. È la passeggiata classica, quella da fare senza meta, fermandosi davanti alle vetrine e deviando nelle vie laterali. Tornando verso il Duomo, sotto i portici della piazza si affacciano alcuni dei locali storici della città.
Alba è anche la città di Beppe Fenoglio, che qui nacque nel 1922 e che raccontò la sua terra nei romanzi e nei racconti, tra cui I ventitré giorni della città di Alba, ispirato alla breve repubblica partigiana dell'autunno del 1944. Per questo episodio la città ha ricevuto la medaglia d'oro al valor militare.
Quando andare
Alba è bella in ogni stagione, ma l'autunno ha un'atmosfera tutta sua. Ogni anno, a partire da ottobre, la città ospita la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d'Alba, nata nel 1928, che anima il centro per diverse settimane con mercati, degustazioni e appuntamenti culturali. La prima domenica di ottobre si corre il Palio degli Asini, una corsa ironica e spettacolare preceduta da un corteo storico in costume. Per date precise e programmi, il riferimento sono l'ente fiera e i canali ufficiali del Comune di Alba.
Chi preferisce la tranquillità può scegliere la primavera o i giorni feriali, quando le strade sono più quiete e le torri si possono ammirare senza folla. In ogni caso, al rientro a Ca ed Giuanoto la sera è più lenta: le colline del Moscato al posto delle torri, e il silenzio della campagna.
Alba in giornata, la sera tra le vigne
Ca ed Giuanoto è a 28 km da Alba, mezz'ora d'auto: si visita la città con calma e la sera si torna nella quiete delle colline di Santo Stefano Belbo.