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Tutti i dintorni Le colline di Pavese viste dall'alto

La Torre Medioevale, sopra Santo Stefano Belbo

A pochi minuti dalla struttura, La Torre Medioevale è ciò che resta dell'antico castello di Santo Stefano Belbo: un punto panoramico sopra il paese natale di Cesare Pavese, ideale per ammirare le colline delle Langhe celebrate nei suoi libri.

Pochi minuti
La Torre Medioevale
La Torre Medioevale

Non serve andare lontano per trovare uno dei panorami più belli della zona. A pochi minuti da Ca ed Giuanoto, sopra i tetti di Santo Stefano Belbo, si alza La Torre Medioevale, ciò che resta dell'antico castello che un tempo vegliava sul paese e sulla valle del Belbo. È una meta semplice, da raggiungere senza programmi complicati, magari nella prima sera di soggiorno, per prendere confidenza con le colline che circondano l'appartamento.

Le tracce di un castello antico

Delle strutture difensive medievali di Santo Stefano Belbo oggi rimane soltanto una parte della torre, unica testimonianza di un passato in cui il paese era un piccolo centro fortificato al confine tra Langhe e Monferrato. La storia del luogo, però, è più antica del castello stesso: gli scavi archeologici condotti tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio degli anni Novanta del Novecento nell'area della torre hanno riportato alla luce i resti di un insediamento di età tardoantica e altomedievale, sul quale in seguito fu costruito il castello. Guardando la torre si guarda quindi a molti secoli di vita su questa altura, scelta per la sua posizione dominante sulla valle.

Il paese di Cesare Pavese

Santo Stefano Belbo è il paese natale di Cesare Pavese, nato qui nel 1908 e diventato uno degli scrittori italiani più importanti del Novecento. Le colline intorno al paese sono il cuore della sua opera: in particolare La luna e i falò, pubblicato nel 1950 e ultimo romanzo dello scrittore, racconta il ritorno del protagonista proprio tra queste vigne, questi casali e questi crinali. Nomi come la Gaminella, il Salto e Moncucco, che compaiono nelle sue pagine, appartengono ancora alla geografia del luogo. In paese la Fondazione dedicata allo scrittore ne custodisce la memoria e promuove iniziative culturali e itinerari letterari: per programmi e aperture conviene consultare i suoi canali ufficiali.

Il panorama sulle colline

Dall'alto della torre lo sguardo abbraccia il paese adagiato lungo il Belbo e, tutto intorno, le colline coltivate a vigneto. Siamo nel cuore della zona del Moscato d'Asti, e i filari disegnano linee regolari sui pendii, alternati a boschi, noccioleti e casali isolati. Il paesaggio cambia con le stagioni: in primavera domina il verde tenero delle foglie nuove, in estate la luce è piena e calda, mentre in autunno, dopo la vendemmia, le vigne si accendono di giallo e di rosso. È il paesaggio delle Langhe nella sua forma più autentica, lo stesso che Pavese ricordava da lontano e che qui si può osservare con calma.

Una passeggiata da fare subito

La breve distanza dall'appartamento rende la torre una tappa perfetta anche per un'uscita breve: si può salire al tramonto, fermarsi qualche minuto in silenzio a guardare la valle e poi scendere in paese. Dalla collina di San Grato, dove sorge Ca ed Giuanoto, si vede lo stesso mosaico di vigne: salire alla torre significa ritrovarlo dall'alto, con il paese ai propri piedi.

Consigli pratici

  • Le ore migliori per salire alla torre sono il mattino presto e il tramonto, quando la luce radente mette in risalto i filari: portate una giacca nelle sere di primavera e autunno.
  • Il percorso verso la torre è in salita e il fondo può essere irregolare: scarpe comode e un passo tranquillo rendono la passeggiata più piacevole.
  • Per approfondire i luoghi di Cesare Pavese, consultate i canali ufficiali della Fondazione a lui dedicata e del Comune, che indicano itinerari e iniziative culturali.
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