Da Santo Stefano Belbo basta risalire la valle per accorgersi che il paesaggio cambia. Le vigne di Moscato si fanno via via più rare, le colline si alzano e si allungano, i boschi guadagnano spazio e sui versanti compaiono file ordinate di noccioli. È l'Alta Langa, la parte più elevata e meno abitata delle Langhe, che si spinge verso sud fino quasi all'Appennino ligure. Qui i paesi sono costruiti in pietra, le strade corrono sui crinali e lo sguardo, nelle giornate limpide, arriva fino all'arco delle Alpi. Un territorio da scoprire senza fretta, dedicandogli almeno una giornata intera.
La terra della nocciola
Se le colline intorno ad Alba e a Canelli sono la patria del vino, l'Alta Langa è quella della nocciola. Il clima più fresco e i terreni dei versanti alti si adattano bene al nocciolo, e la varietà coltivata è la Tonda Gentile, tutelata dall'Indicazione Geografica Protetta Nocciola Piemonte. È una nocciola apprezzata in pasticceria per il profumo e per la facilità con cui si pela dopo la tostatura, ed è la base di molti dolci tradizionali, dalla torta di nocciole ai torroni.
Il centro simbolico di questa coltura è Cortemilia, adagiata sul fondovalle della Bormida, dove ogni anno, alla fine dell'estate, la Fiera Nazionale della Nocciola celebra il raccolto con stand, degustazioni e iniziative dedicate al territorio. Date e programma vengono pubblicati di anno in anno dal Comune di Cortemilia e dagli enti organizzatori.
Terrazzamenti e muri a secco
Intorno a Cortemilia e lungo la valle Bormida le colline portano ancora i segni di un lavoro antico: terrazzamenti sostenuti da muri a secco, costruiti a mano con la pietra di Langa per strappare alla pendenza qualche striscia di terra coltivabile. Per secoli ospitarono vigne, poi in gran parte noccioli, e molti sono stati abbandonati con lo spopolamento delle campagne. Dalla fine degli anni Novanta l'Ecomuseo dei Terrazzamenti e della Vite di Cortemilia lavora per farli conoscere e recuperarli, e oggi questi paesaggi a gradoni sono tra i più suggestivi della zona.
La stessa pietra si ritrova nei paesi. Muri grigi e dorati, vicoli in salita, archi e portali: borghi come San Benedetto Belbo, a cui si accede attraverso un arco medievale, o Mombarcaro, che con i suoi quasi novecento metri è conosciuto come la vetta delle Langhe, raccontano una vita di montagna più che di collina. Da Mombarcaro, nelle giornate terse, il panorama abbraccia le Alpi da un lato e le alture verso il mare dall'altro.
Roccaverano e la Langa Astigiana
Verso est l'Alta Langa entra in provincia di Asti e prende il nome di Langa Astigiana, un territorio di borghi minuscoli e valli strette che scendono verso le Bormide. Il suo paese più noto è Roccaverano, tra i comuni più alti della provincia. Nella piazza si incontrano due presenze che da sole valgono il viaggio: la grande torre cilindrica del castello, del Duecento, alta quasi trenta metri, e la chiesa parrocchiale di Santa Maria Annunziata, costruita all'inizio del XVI secolo per volontà di un vescovo nato in paese, con una facciata rinascimentale che gli studiosi collegano all'ambiente di Bramante.
Roccaverano è anche la patria di un formaggio di capra antichissimo, la Robiola di Roccaverano, tutelata dalla Denominazione di Origine Protetta. Chi percorre queste colline incontra spesso i greggi al pascolo e i piccoli caseifici aziendali, segno di un'economia rimasta legata alla terra.
Le torri di avvistamento
Una caratteristica che colpisce chi viaggia in Langa Astigiana e in Alta Langa sono le torri isolate sulle cime delle colline. Furono costruite nel Medioevo come punti di avvistamento e di segnalazione, in vista l'una dell'altra, per controllare le valli e le vie di passaggio verso il mare. A poca distanza dal centro di Roccaverano, per esempio, si raggiunge con una breve passeggiata la torre di Vengore, a pianta quadrata, che domina la valle della Bormida. Anche Santo Stefano Belbo conserva la sua torre medievale, a pochi minuti da Ca ed Giuanoto: un buon punto di partenza per capire come queste colline siano state, per secoli, terra di confine e di passaggio.
Dall'appartamento sulla collina di San Grato l'Alta Langa si raggiunge in auto in giornata, con il piacere di rientrare la sera tra le vigne di Moscato. Per orari di visita di chiese e torri e per le manifestazioni locali, conviene consultare i siti dei singoli Comuni e dell'ente turistico Langhe Monferrato Roero.
Tra vigne e noccioleti, una base in campagna
Ca ed Giuanoto è il punto di partenza ideale per salire in Alta Langa e rientrare la sera sulle colline del Moscato, con il terrazzino affacciato sulle vigne.